Vantaggi e svantaggi dello scegliere il camper come soluzione abitativa.

Vivere in camper non è certo uno stile di vita dei nostri tempi, ma ha radici profonde: dai popoli erranti del vecchio continente, ai primi colonizzatori del territorio degli Stati Uniti.
Ed è in America che “avere casa senza fissa dimora” ha continuato a proliferare nel corso degli anni, passando dai giovani hippy degli anni sessanta che trasformavano vecchi camion installando sopra al pianale vetusti chalet in legno, fino all’attuale moltitudine dei moderni nomadi alla guida di motorhome “Made in USA”.

Oggi abitare stabilmente e allo stesso tempo viaggiare in un autocaravan può essere una decisione transitoria anche se a lungo termine, ad esempio per esigenze di lavoro, come pure una duratura scelta di vita.
Ecco come realizzarla considerando i pro e i contro.

Ecco i camperisti “fulltimers”

Viaggiano, abitano e spesso lavorano a bordo del loro camper. Nei loro blog e sui social si fanno chiamare camperisti “fulltimers” che rende bene l’idea di chi vive “l’abitar viaggiando” a tempo pieno.
Da non confonderli però con chi è costretto a vivere in camper per una impellente e non voluta necessità. Il camper in questo caso è quasi sempre utilizzato come puro surrogato della casa e spesso senza neppure muoverlo.

I camperisti fulltimer invece consapevolmente rifuggono le comodità di casa, dell’albergo e a seconda dei casi, anche di un ufficio, per gli spazi minimi di un camper. Per alcuni è una scelta che ottimizza risorse, tempo e denaro, per altri è la soluzione più logica per svolgere al meglio la propria attività.

C’è chi più semplicemente ha trasformato in lavoro il puro piacere di viaggiare che accomuna tutti i camperisti, raccontando in un blog i propri viaggi, l’andar per luoghi, la scoperta delle diverse realtà incontrate. 

Quanti sono?

A novembre 2018, il giornale The Washington Post ha pubblicato che ben 1 milione di americani vivono in camper.
Questi autentici "gitani”, hanno abbandonato le loro case scegliendo la strada aperta per scelta e non per problemi finanziari.  Come sostentamento a questo moderno stile di vita nomade, c’è chi lavora da remoto effettuando il login dal camper, altri svolgendo il lavoro di ambulanti, ed altri ancora adattandosi di volta in volta ai più disparati lavori occasionali. Nel muoversi hanno dalla loro viaggi entrati nel mito come il coast to coast degli Stati Uniti; più di 3000 chilometri di strade sulle quali il camper scivola sull'asfalto come se fosse sopra un “tapis roulant”, dando l'illusione di stare fermi, col paesaggio in continuo movimento.

Un sogno improponibile in Italia per gli ancora pochi camperisti fulltimers, ma non per questo meno convinti e aggregati dei loro “cugini” americani (su Facebook sono più di 2.500 gli iscritti al gruppo fulltimers italia).  Da noi tuttavia i lunghi e interminabili rettilinei sono soltanto nella pianura padana e il “costa a costa” si può fare dall'Adriatico al Tirreno, ma per fortuna con ben altre meraviglie sparse in ogni luogo.

La residenza anagrafica

Ma per vivere in camper, cosa posso fare per avere la residenza? E’ questa la prima domanda che viene posta nei vari forum o nella rubrica delle lettere delle riviste specializzate di camper. Ed è giustamente  uno dei primi quesiti da risolvere per chi ha deciso di risiedere (anche solo per motivi di lavoro) più o meno stabilmente nel proprio veicolo ricreazionale. È opportuno però chiarire subito la differenza tra residenza e domicilio. La residenza, secondo il nostro codice civile (articolo 43 comma 2°). è quel luogo in cui una persona ha la propria dimora, che è data dal Comune dove abitualmente abitiamo ed esplichiamo la vita familiare e sociale.

La residenza per la legge italiana si distingue poi dal domicilio, che è invece il luogo dove la persona stabilisce la sede principale dei suoi affari o interessi, che può anche essere l’abitazione di un’altra persona (amici o parenti) nella quale si potrà indicare il nostro recapito. La residenza anagrafica è un diritto irrinunciabile perché averla ci permette di accedere a tutta una serie di ulteriori diritti fondamentali: dall’ importantissimo diritto al rilascio della carta d’identità, a quelli politici come il diritto di voto, a quelli sanitari come il diritto all’assistenza sanitaria e sociale, come pure all’accettazione di determinati obblighi. 

La natura dell’alloggio non può essere di ostacolo alla iscrizione anagrafica a condizione però che risulti in tutto e per tutto una stabile abitazione. Quindi, dotata di allaccio all’energia, alle fogne, alla rete idrica ed altro ancora, ma in ogni caso non assimilabile ad un autocaravan in grado di spostarsi e viaggiare.

Per chi, come nel caso dei camperisti fulltimers utilizza come normale abitazione un camper, è quindi prevista una procedura apposita di assegnazione della residenza, che rientra nei casi specifici dei "senza fissa dimora".  In questo caso, per assicurare la reperibilità del residente/itinerante presso il Comune, il richiedente dovrebbe indicare come proprio domicilio stabile quello di parenti o amici in possesso di un domicilio tradizionale. Alcuni Comuni per permettere l’iscrizione anagrafica alle persone classificate “senza fissa dimora” assegnano la residenza in una via fittizia, fermo restando che occorre comunque un domicilio o recapito che assicuri la reperibilità per comunicazioni, invio documenti od altro. Conviene comunque rivolgersi all'ufficio anagrafe del Comune in cui si è ancora residenti o nel Comune di nascita per conoscere quali sono esattamente le pratiche per essere classificato “Senza Fissa Dimora”. Per fare questo, oltre a fornire cognome e nome e la propria data di nascita, occorre per i cittadini italiani un documento di identità in corso di validità.

Dove sostare

Decidendo di vivere in camper la sosta non è un problema secondario. Per chi lavora regolarmente al di fuori del proprio camper, è improponibile lasciare la propria abitazione incustodita nella pubblica via. Da preventivare quindi le spese per un rimessaggio con allaccio della luce, dell’acqua e lo scarico delle acque grigie e nere. Insomma, di un’area attrezzata e custodita dove tornare la sera, sicuri di ritrovare il camper dove pranzare e dormire.  Anche in viaggio scegliere oculatamente dove sostare eviterà possibili situazioni difficili.  Un valido aiuto è l’elenco delle aree di sosta in camper, disponibile in molteplici versioni sia sul web che in edicola.

Quanto costa vivere in camper?

Per chi ha già un camper le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria non sono un mistero. §
Per gli altri prima di tutto c’è naturalmente l’acquisto del camper, nuovo o usato che sia.
Dopo da preventivare la manutenzione della meccanica al pari di una normale vettura, più quella legata alla cellula abitativa.

La tassa di proprietà incide per circa un centinaio di euro. Ridotta anche la copertura assicurativa RCA che è consigliabile integrare, visto il tipo di utilizzo, con un prodotto il più completo possibile, che copra furto, incendio e tuteli al meglio conducente e passeggeri. Luce e acqua rientrano nei modesti costi di allaccio nelle aree di sosta dotate di camper service, ulteriormente riducibili ad esempio se il camper è dotato di pannelli solari da garantire la totale - o quasi - autonomia energetica. Contenuto e ben lontano da quello casalingo, il consumo delle bombole del gas che alimentano il riscaldamento, il piano cottura e il frigorifero, che in quasi tutti i camper può funzionare a gas, come a corrente 12V e 220V.

Gli imprevisti che è meglio preventivare

Una periodica manutenzione del camper è la prima prevenzione contro un guasto improvviso che però può sempre accadere. È una bella scocciatura se siamo in vacanza, ma sicuramente diventa una sciagura se nel camper ci viviamo. Anche una malattia che impedisca di proseguire il viaggio è un imprevisto che può modificare drasticamente i progetti fatti. Per ambedue i contrattempi, meglio preventivare adeguate polizze assicurative. Fondamentale nelle circostanze appena ipotizzate, avere come “porto sicuro” la casa di parenti e amici.

Ultima, ma non certo da non trascurare, il furto del camper. Anche in questo caso, basilare la prevenzione. Quindi occhio a non lasciare il camper incustodito e senza adeguata protezione, come antifurti meccanici (utili come deterrente) ed elettronici   satellitari (più efficaci). Naturalmente non deve mancare nella polizza assicurativa del camper una copertura contro il furto.

Scritto da
Il Camperista

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