Vacanze invernali in camper. Cosa fare per affrontarle al meglio.


Sostare con un autocaravan circondati da montagne bianche e con le ruote ben piantate su un terreno innevato, non solo è possibile, ma è anche piacevole. 
Per molti camperisti è un appuntamento irrinunciabile, per altri sarà una esperienza dal fascino irresistibile, a patto di essere partiti bene organizzati e col camper perfettamente in ordine.

Camper in inverno sulla neve? Missione possibile.

Per provare l’emozione di una notte passata in mezzo alla neve d’alta quota, anche il camper più economico può andare bene.  Forse il mattino dopo avrà lo scarico delle acque reflue congelato, ma se le batterie sono in perfetto ordine e il gasolio è quello “giusto”, come il gas delle bombole che hanno alimentato per tutta la notte la stufa, si può ripartire soddisfatti. Ben diverso il discorso se l’idea è di fermarsi per più giorni.
E questo vale per camperisti poco più che principianti, come per il camperista dall’esperienza più o meno lunga sulle spalle, al quale però manca la prova più ambita: campeggiare sulla neve.

Sfatiamo però subito l’alone di “mission impossible” enfatizzato da chi già pratica il campeggio invernale. La vacanza sulla neve in caravan e di seguito con l’autocaravan, era un’attività normale più di 30 e passa anni fa.
I caravanisti portavano la loro roulotte in montagna a settembre e la riprendevano a primavera. Casomai per portarla al mare. Ma questa è un’altra storia. Oggi i camper prodotti in Italia, come quelli importati dai paesi d’oltralpe che noi acquistiamo normalmente, sono gli stessi venduti nei Paesi del nord Europa, dove le temperature ben al di sotto dello zero sono all’ordine del giorno. Perciò, messi in pratica i dovuti accorgimenti, saremo più che sicuri che il nostro camper non trasformerà la vacanza sulla neve in una esperienza “raggelante”.

Dove sostare con il camper sulla neve

Anche se in certe località di montagna è possibile sostare in un parcheggio, posti liberi e divieti permettendo, il consiglio è prefissare come prima meta un’area attrezzata con connessione elettrica e ancora meglio se dotata anche di servizi.  Con ulteriori comfort e prestazioni, ma anche costi, ci sono naturalmente i campeggi. In ambedue i casi conviene informarsi in anticipo per la disponibilità dei posti.

Se non vi abbandona l’idea della sosta fuori da strutture organizzate, è sufficiente pensare di trovarsi nel bel mezzo della notte con la batteria completamente scarica e, di conseguenza, anche senza riscaldamento e, ovviamente, senza essere allacciati alla rete a 220 Volt. Chiarito questo, è intuitivo che il primo controllo andrà fatto alla partenza iniziando dall’impianto elettrico.

 

Cosa controllare sulla meccanica del camper

Fondamentale il controllo delle batterie, sia del motore che dei servizi di bordo. Ambedue soffrono moltissimo il freddo e perdono parte della loro efficienza alle basse temperature. Con l’occasione faremo anche le ispezioni che di solito andrebbero fatte d’inverno; dalle più banali come l’utilizzo del liquido detergente adatto alle basse temperature per il lavavetri o, ben più importante, se sono montati pneumatici estivi oppure specifici invernali (i più indicati) oppure con la sigla M+S, da utilizzare in tutte le stagioni, ma meno performanti di quelli invernali.

Da tenere a bordo in ogni caso le catene da neve, che con forti nevicate sono sempre una sicurezza in più. Valida per spianare la strada dopo una nevicata una pala, meglio se pieghevole, da acquistare anche sul posto e un tappeto di gomma da esterno da sistemare davanti alla porta, ma utile se per vari motivi c’è da controllare il sottoscocca del camper.

L'importanza dei combustibili

Il gasolio a differenza della benzina soffre le basse temperature: la paraffina contenuta nel gasolio tende a solidificare col conseguente intasamento del filtro del carburante, come dei condotti di alimentazione e di iniezione. In pratica il motore non parte. D’inverno nei normali distributori viene erogato il gasolio invernale utilizzabile fino a temperature di -10 °C , ma andando in alta montagna d’inverno anche questo non è adatto. Nelle stazioni di servizio di montagna viene infatti distribuito il gasolio definito “artico” per la temperatura di utilizzo intorno ai -20 °C, ma a seconda della marca può restare liquido fino a circa -30 °C.  Ecco perché è consigliabile arrivare alla meta col serbatoio quasi vuoto e fare il pieno di gasolio “artico”.

Ci sono anche alternative, come l’utilizzo di additivi, ma il risultato è inferiore. Da evitare certi miscugli artigianali di gasolio e benzina che possono provocare serissimi danni al motore.

Se gela il gasolio, non è da meno il gas contenuto nelle bombole che alimentano la maggior parte degli impianti di riscaldamento degli autocaravan. D’obbligo l’utilizzo di propano puro e non butano o miscele tra i due gas, in quanto il butano ha difficoltà a passare dallo stato liquido a quello gassoso con temperature appena al di sotto dello zero (-0,5 °C), mentre il primo arriva senza grossi problemi a temperature prossime ai - 40°C. 

Utile dotare le bombole del dispositivo Truma Dual Control che commuta automaticamente l’alimentazione del gas da una bombola all’altra quando una delle due si è esaurita (circa 2-3 giorni con la stufa sempre accesa in un camper di medie dimensioni). E la sua utilità di notte è impagabile. Sempre della Truma, può essere conveniente fare installare sul regolatore di pressione un piccolo riscaldatore elettrico denominato EisEx che impedisce la formazione di cristalli di ghiaccio nel caso di presenza di acqua nel gas.

L'autonomia energetica del camper

Sulla neve si trascorrono molte più ore all’interno del camper rispetto alla stagione calda. Comprensibile quindi un consumo di energia elettrica più elevato, al quale c’è da aggiungere il consistente assorbimento elettrico dell’impianto di riscaldamento, quanto basta per mandare in crisi una batteria  in perfette condizione dopo sole 24 ore.

 Il tutto è facilmente risolvibile se siamo allacciati alla rete a 220 Volt dei campeggi e disponibile anche in molte aree di sosta, che forniscono energia elettrica che varia da 1 kW (a forfeit giornaliero, ma appena sufficiente e i  circa 4 kW (a consumo).

Per chi invece ha scelto la sosta libera, un’efficace autonomia energetica è d’importanza fondamentale. Vitale perciò che il camper sia dotato degli strumenti necessari per fornire la necessaria autonomia. La prima può essere quella di aumentare a 2 il numero delle batterie per la cellula abitativa che devono essere rigorosamente AGM o la GEL intorno ai 100Ah per avere una tensione stabile e un’autonomia doppia rispetto a quella di avviamento della meccanica.  Se in ottime condizioni, permettono di sostare sulla neve fino a circa 6 giorni senza allaccio elettrico.

Il salto di qualità è il generatore di corrente con motore a scoppio a benzina o diesel che può produrre tensione alternata a 230V (ma è rumorosi, inquinanti e poco graditi da chi è in sosta nelle vicinanze). Ci sono anche modelli a gas che erogano 12V (sono silenziosi e completamente automatici, ma consumano gas, in aggiunta a quello della stufa).

All’insegna dell’ecologia i pannelli fotovoltaici comunemente definiti solari che mantengono sempre in efficienza le batterie, allungandone la vita (ma la resa d’inverno è spesso insufficiente) e il sistema di ricarica a cella a combustibile (silenzioso, ecologico, efficace, poco ingombrante e come con i pannelli solari si può avere la corrente a 220V solo con l'ausilio di inverter). Da abbinare un buon regolatore di tensione per la gestione ottimale della ricarica delle batterie. 

L’impiantistica per un camper ben isolato e riscaldato

Prima regola: accertarsi della totale efficienza degli impianti di bordo, a cominciare dalla stufa a gas. Ovviamente deve funzionare, ma è utile controllare anche le bocchette dell’aria calda, spesso dimenticate. A volte è sufficiente che una bocchetta sia ostruita o, più semplicemente orientata male, per sbilanciare la temperatura all’interno dell’abitacolo.

Di sicura utilità negli impianti di riscaldamento Truma predisposti, i dispositivi Level Control e  iNet Box. Il primo per verificare il livello di gas delle bombole e il secondo che permette di gestire la stufa.  Ambedue sono gestibili con lo smartphone tramite app che vuole dire col primo dispositivo conoscere in anticipo se il gas sta per terminare e con il secondo diminuire o alzare a piacimento la temperatura: ad esempio se stiamo sciando o tornando al camper. 

Non sempre coibentato il serbatoio di raccolta delle acque grigie, mentre l’ideale campeggiando in montagna è averlo coibentato e riscaldato, compresa la valvola di scarico. In caso contrario da preventivare il congelamento del contenuto e l’impossibilità di scaricare le acque di raccolta.

Una possibile alternativa è versare del liquido antigelo nel serbatoio. Questo liquido a seconda del produttore può essere inquinante: occhio quindi all’etichetta e dove scaricare le acque. Il costo è accettabile, specie se non siete dei frequentatori assidui della montagna. Da evitare anche il sale da cucina che rovina  guarnizioni e valvole di scarico.

Un'altra soluzione che forse storcerà il naso ai camperisti più attenti all’apparenza, è il secchio da posizionare sotto la valvola mantenuta aperta e da svuotare (prima che strabocchi) negli appositi camper service. Utile per il trasporto - anche della casetta estraibile del wc - uno slittino, più che il comune carrellino con le ruote. 

La coibentazione e riscaldamento supplementare

Un enorme vantaggio ai fini della coibentazione lo regalano i veicoli con doppio pavimento, autentico plus per gli appassionati di montagna. Tutta l’impiantistica è inserita nel doppio pavimento ben protetta e riscaldata.

Indispensabili per la totalità dei camper gli scudi termici per la cabina di guida, disponibili sia per l’interno che l’esterno. Quelli interni sono meno protettivi e devono essere integrati da un copri cruscotto, ma hanno il vantaggio di essere protetti da neve e pioggia.

Ancora meglio come isolamento, la copertura integrale esterna, in grado di assicurare un’efficace protezione anche al motore.  Per la cellula abitativa, da preventivare i tappetini, spesso fastidiosi d’estate, ma adeguati per la neve.

Inoltre, in aiuto al riscaldamento di serie, se siamo in sosta in un campeggio che fornisce almeno 2 kW di corrente elettrica, è possibile portarsi da casa un radiatore elettrico a olio. Ha un costo contenuto ed è utile se la stufa è poco efficiente, come pure per ridurre il consumo del gas quando non siamo sul camper e mantenere comunque l’interno sufficientemente caldo.

Scritto da
Il Camperista

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