Il mio primo camper: consigli per scegliere il modello giusto per le tue esigenze. Dal viaggio, passando per come è fatto per arrivare al portafoglio.

In viaggio non tutti i camper sono uguali, non solo in termini di abitabilità.
Occorre tenere in considerazione anche il comportamento su strada che cambia a seconda della tipologia di camper scelto.

Il primo camper, un agile camper van

Tra i vari autocaravan, il comportamento su strada dei furgonati (camper van) è indubbiamente il migliore in assoluto.
Agili e maneggevoli, hanno poco da invidiare ad un grosso SUV o Crossover e si dimostrano superiori anche durante le manovre di parcheggio, raggiungono buone velocità, con i consumi più bassi tra tutte le tipologie.

Il primo camper, un semintegrale

I semintegrali hanno dalla loro una minore esposizione al vento laterale rispetto ai mansardati ma, nonostante l’aspetto slanciato, a parità di abitabilità nel confronto con un mansardato, sono condizionati da una maggiore lunghezza. Per questo, a seconda del telaio utilizzato, possono avere una accentuata distanza tra l'asse posteriore del veicolo e la parete di coda (sbalzo posteriore) che non aiuta la stabilità e la maneggevolezza. Se non ben progettato, può caricare eccessivamente il posteriore, alleggerendo l’avantreno, specie nei camper con meccanica a trazione anteriore, fino a rendere nei veicoli più lunghi, meno facile la guida e le manovre in retromarcia.

Il primo camper, un motorcaravan

I motorcaravan sono indubbiamente penalizzati dalla mansarda per quanto riguarda velocità e consumi e occorre prestare particolare attenzione prima di attraversare sottopassi e ponti di limitata altezza (ma il consiglio vale anche per semintegrali e motorhome per non ritrovarsi nel mezzo di un autentico problema). Anche per i motorcaravan sopra i sette metri, si ribadisce quanto detto per i semintegrali, in merito alla necessità di una maggiore attenzione nella guida.

Il primo camper, un motorhome

I motorhome
, anche se non hanno la mansarda, hanno una sezione frontale ben ampia, da rendere in alcuni casi controverso un prospettato minor consumo rispetto ad un mansardato di pari stazza. Rimane valido anche per questi veicoli quanto detto in precedenza riguardo allo sbalzo e all’altezza. Discorso a parte nel caso di autocaravan allestiti su telai ribassati tipo l’Al-Ko che permettono un apprezzabile abbassamento del baricentro con gli innegabili vantaggi che ne derivano.

Tra questi, la migliore motricità dei veicoli a trazione anteriore, in alcuni casi una minore altezza totale e una sezione frontale più ridotta, tale da permettere velocità più elevate e consumi più contenuti. Particolare attenzione va però riservata all’altezza da terra del telaio, che essendo più contenuta può presentare dei problemi soprattutto avendo uno sbalzo posteriore pronunciato e dovendo affrontare una rampa particolarmente ripida, come ad esempio in ingresso e uscita da un traghetto.

Il primo camper, le tecniche costruttive

Altro elemento fondamentale da tener conto nella scelta del camper per le proprie vacanze en plein air è “come è fatto”.
Difficile poter valutare tutte le componenti in dettaglio, più facile iniziare dal conoscere almeno come si compone l’ossatura principale.

Le tecniche costruttive, l’evoluzione dell’ormai noto sandwich

La tecnica più diffusa nel realizzare la scocca di mansardati, semintegrali e motorhome, è senza dubbio quella dei pannelli sandwich con cui sono assemblate pareti, pavimento e tetto. Si tratta di speciali manufatti composti da un sottile rivestimento esterno in alluminio, vetroresina o Alufiber che accoppia vetroresina interna e alluminio all’esterno, isolante interno in pannelli preformati o iniettato e un rivestimento interno in lastre di vetroresina, in alluminio o compensato nobilitato. Di solito irrobustisce il sandwich un’ossatura interna in estruso plastico, alluminio o, conservato ormai solo da poche aziende, in listelli di legno.
 
Quest’ultima soluzione, un tempo universalmente adottata, oggi è quasi del tutto abbandonata per eliminare alla radice l’annoso problema delle infiltrazioni d’acqua che in presenza di elementi in legno possono arrecare seri problemi alla carrozzeria. 

Le tecniche costruttive, oltre la parete

Pareti, pavimento e tetto, vengono assemblati sul telaio della meccanica di base mediante speciali cornici, viti e mastici fino a formare la cellula finita.

Per realizzare mansarde e cupolini, oppure parti di frontali e pannelli di coda, in molti casi si fa ricorso anche a stampi in ABS o polimeri termoplastici similari e, soprattutto sui veicoli di fascia media o alta, utilizzando anche elementi in vetroresina monoblocco.

Una ulteriore possibilità, riservata ai veicoli di classe superiore o realizzati artigianalmente, è data dalla scocca monoblocco in vetroresina. È la tecnica con cui si realizzano le barche e offre dei risultati eccellenti dal punto di vista della robustezza e delle infiltrazioni d’acqua.

Le tecniche costruttive. Furgonati, si lvora dall'interno

Passando ai camper puri, avendo di base la carrozzeria del furgone sul quale si svilupperà l’allestimento, non adottano particolari tecniche costruttive per la carrozzeria in lamiera, riservando tutte le attenzioni nell’isolarla e coibentarla nel migliore dei modi, provvedere al suo rivestimento interno con pannelli di finitura per poi, come per gli altri autocaravan, realizzare l’impiantistica e quindi il mobilio.

Anche se la trasformazione in camper inizia da una scocca preesistente, il lavoro è considerevole, in quanto le superfici sono irregolari e non piane, con modellature e centine tra lamiera e lamiera. 
E tutto questo incide sulla bontà dell’isolamento, sulle finiture e naturalmente sul prezzo finale.

Il primo camper, quanto costa?

Sì, perché possiamo parlare per ore di caratteristiche, differenze o gusti, ma poi si arriva sempre alla stessa domanda “Ma quanto costa?”. Proviamo a rispondere a questo fondamentale quesito. La varietà di prezzi nelle quattro tipologie (furgonati, semintegrali, mansardati e motorhome) è notevole e dipende da molti fattori, a cominciare dalla meccanica utilizzata per la trasformazione a camper, ma anche dalla tecnica costruttiva adottata, dal tipo di allestimento e dalla dotazione di serie. Elementi questi che in sostanza determinano la classe di appartenenza di ogni singolo veicolo ricreazionale a motore.

Cercando la minor spesa, nei listini dei furgonati prodotti in grande serie abbiamo prezzi a partire da circa 37 mila euro in su, mentre per un mansardato o un semintegrale occorre preventivare una spesa che parte da circa 44 mila euro – ma più realisticamente tra trasporto e immatricolazione è bene preventivare intorno ai 50 mila euro.

Passando ai motorhome si parte da circa 63 mila euro, per arrivare a superare i 150 mila euro. E questo restando nella produzione di grande serie, altrimenti ci si può spingere fino a oltrepassare anche il milione di euro per un maxi motorhome allestito partendo da un pullman che mediamente ha listini che ruotano intorno ai 250 mila euro.

Lasciando i sogni a chi può permetterseli, è verosimile l’acquisto di un furgonato bene accessoriato restando al di sotto dei 45.000 euro, di un semintegrale o mansardato di primo prezzo, ma completo di tutto l’occorrente con poco più di 50 mila euro, per salire – ma non necessariamente superare - i 60 mila euro per un semintegrale o mansardato di fascia media. Per un motorhome, rimanendo confinati ai modelli di più larga diffusione, il prezzo “su strada” parte realisticamente da circa 66 mila euro, per attestarsi nella fascia di prezzo compresa tra gli 80 mila euro e i 110 mila euro.

Appannaggio dei soli piccoli allestitori che producono artigianalmente a tiratura limitata, spesso su richiesta del cliente, i furgonati, semintegrali, motorhome, ma anche caravan e cellule abitative per Pick-Up e proprio per questo, con prezzi inevitabilmente superiori a quelli della grande distribuzione e difficilmente quantificabili.

Scritto da
Il Camperista

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